02/03/2022

Modello 231 e nuove linee guida di Confindustria: come tutelarsi?

02/03/2022

Modello 231 e nuove linee guida di Confindustria: come tutelarsi?

Il modello 231 è uno strumento cruciale per la vita e la crescita dell’impresa ma, in ambito aziendale è, ancora troppo spesso, confuso con mera burocrazia. E se fosse invece un’opportunità?

Il d.lgs. 231 del 2001 stabilisce le responsabilità dell’azienda 

Prima di entrare nel merito del modello 231 è importante comprendere da dove questo modello tragga origine. 

Il d.lgs. 231/2001 stabilisce che le aziende sono responsabili in caso di reati commessi nell’interesse o a vantaggio dell’azienda stessa, tentati o portati a compimento da soggetti interni (amministratori, dirigenti, quadri, dipendenti) o esterni, se operano su loro indicazioni o sotto la loro sorveglianza. 

La legge si applica alle aziende ed a tutti gli enti organizzati in genere, con personalità giuridica o meno, come società, associazioni, fondazioni e così via.    

Le tipologie di reato previste dal d.lgs. 231/2001 

Tra i reati più significativi troviamo: 
–        Reati contro la PA, come corruzione, concussione, malversazione, truffa, frode informatica ecc.; 
–        Reati societari, come falso in bilancio, illegale ripartizione degli utili ecc.; 
–        Reati ambientali, sia colposi che dolosi, di prevenzione o di inquinamento  
–        Reati contro la salute e la sicurezza sul lavoro, conseguenti ad infortuni sul lavoro quali le lesioni colpose gravi o gravissime e l’omicidio colposo  
–        Reati Tributari e Doganali  
Reati informatici e illecito trattamento dei dati
–        Reati in materia di violazione  della proprietà intellettuale e del diritto d’autore

Le sanzioni previste dal d.lgs. 231/2001 a carico dell’azienda 

La responsabilità amministrativa comporta sanzioni pecuniarie da un minimo di 25.800 fino a 1.590.000,00 Euro e sanzioni interdittive potenzialmente molto pesanti, come ad esempio: 
–        Sospensione dell’attività  
–       Revoca di autorizzazioni; 
–        Divieto di contrattare con la PA; 
–         Esclusione da contributi o finanziamenti pubblici; 
–          Divieto di pubblicità. 

Cos’è il Modello 231 ed a cosa serve? 

La legge consente a chi ha adottato ed efficacemente attuato un Modello di organizzazione, gestione e controllo idoneo alla prevenzione dei reati aziendali, a evitare o vedersi ridurre in modo significativo le sanzioni in caso di coinvolgimento in uno dei reati indicati sopra. 

L’adozione del Modello 231 dev’essere però vista dall’Azienda  sotto un duplice profilo : 
–    l’unico metodo per evitare o ridurre il rischio di sanzioni derivanti dal d.lgs. 231
–   l’opportunità di introdurre procedure organizzative interne in una logica di corretta identificazione dei soggetti e dei processi aziendali, di conservazione ed oggettivazione del know-how procedurale, garantendo non solo la legittimità dei comportamenti ma anche la razionalizzazione dei processi e la conservazione delle informazioni. 

Il Modello 231, quindi, se correttamente impostato e strutturato, lungi dall’essere un mero appesantimento burocratico, diventa strumento di razionale organizzazione e sviluppo delle attività aziendali; inoltre esso diventa il fulcro di tutte le procedure di governance che sono oggi richieste dalla legge, quali la Privacy-GDPR, la prevenzione della crisi di Impresa, l’ordinata gestione delle autorizzazioni e dei controlli, la ripartizione delle deleghe e dei poteri.  Come viene affermato in merito alle Linee Guida di Confindustria: “il modello non deve rappresentare un adempimento burocratico, una mera apparenza di organizzazione. Esso deve vivere nell’impresa, aderire alle caratteristiche della sua organizzazione, evolversi e cambiare con essa”. 

In tale logica, il  Modello 231 recepisce ed integra, ove presenti, i sistemi organizzativi sviluppati in ambito di qualità (ISO 9001), ambiente (ISO 14001), sicurezza del lavoro (ISO 45001 ex OSHAS 18001), anticorruzione (ISO 37001). 

Le nuove linee guida di Confindustria sulla costruzione dei Modelli 231 di organizzazione, gestione e controllo: cosa cambia? 

Lo scorso giugno 2021 sono state pubblicate le nuove Linee guida 231 di Confindustria. Il documento era atteso da tempo, dato che l’ultimo aggiornamento risaliva al 2014 e negli ultimi anni il panorama normativo italiano è sostanzialmente evoluto. 
Pur mantenendo l’impostazione originaria in tema  di sistema di gestione integrata dei rischi  ovvero del sistema di regole, procedure, metodi e strumenti dei quali un’azienda si deve dotare per contenere il rischio di incorrere in sanzioni, le novità principali riguardano la prevenzione dei reati tributari (dedicando uno specifico paragrafo intitolato “sistemi di controllo ai fini della compliance fiscale”, dedicato all’interazione tra il modello 231 e i reati tributari e doganali)  
Le Linee Guida 2021  recepiscono inoltre i più recenti orientamenti della giurisprudenza in materia  di procedure organizzative, organismo di vigilanza e revisione periodica e coordinata dei sistemi procedurali

Perché adottare un modello 231 per l’azienda? È obbligatorio? 

Adottare un modello 231 anche se non è obbligatorio, è altamente consigliabile in una logica di corretto risk management perché un modello organizzativo idoneo ed efficacemente applicato,  consente: 
–       L’esclusione o la riduzione delle sanzioni 231 in capo alla società; 
–        Chiarezza organizzativa dei ruoli e delle responsabilità;  
–       Possibilità di ottenere la riduzione dei tassi assicurativi INAIL  
–       Migliore valutazione ai fini del “rating” di legalità, per i contributi finanziamenti pubblici ed il credito bancario; 
–        Attribuzione di migliore punteggio nelle gare di appalto e quindi di lavorare con soggetti pubblici o società a partecipazione pubblica; sempre più spesso la presenza di un Modello 231 è addirittura richiesta come condizione di partecipazione alla Gara. 

Sia chiaro: la definizione di un Modello 231 da sola non è sufficiente. È necessario infatti che l’azienda lo applichi in un’ottica di medio-lungo periodo. 

Non un mero assolvimento burocratico, ma un’opportunità per tutte le aziende, anche di piccole e medie dimensioni, di investire sui modelli di gestione e controllo in maniera più organizzata e programmata per il raggiungimento di quelli che sono proprio gli obiettivi di performance aziendale. 

Il nostro metodo per la creazione dei modelli di gestione 231 per le aziende 

Lo Studio Legale GTA affianca  le aziende nella creazione di modelli 231 e nel loro aggiornamento da oltre 20 anni, ed ha maturato una estesa esperienza in vari settori industriali, commerciali e dei servizi e delle aziende del settore para-pubblico.  

Il nostro metodo segue le Linee Guida di Confindustria e parte dall’analisi dei reati che, almeno potenzialmente, potrebbero essere commessi dall’azienda, esaminando in concerto i processi aziendali nei quali potrebbero essere commessi. 

Da questa analisi passiamo all’individuazione dei processi critici, dall’inventario delle procedure e dei sistemi organizzativi già in atto, per individuare cosa manca e definendo o integrando le necessarie procedure di controllo.  

Il Progetto è condiviso con il vertice ed il management aziendale, per consentire di realizzare un Modello 231 che sia concretamente e praticamente applicabile nella vita organizzativa dell’azienda. Il nostro obiettivo è quello di ragionare e sviluppare un sistema di compliance integrato. Questo significa conoscere tutti gli aspetti dell’organizzazione, saperli analizzare, valutare e infine creare per l’azienda un modello 231 tailor made. 

Al termine del Progetto l’informazione, la diffusione e la formazione del personale è indispensabile per la efficace attuazione del Modello di organizzazione, gestione e controllo, ed in questo senso forniamo la necessaria assistenza documentale e formativa. 

La identificazione di un Organismo di Vigilanza, adeguato alla realtà aziendale con le richieste caratteristiche di autonomia, indipendenza e professionalità, è l’altro elemento indispensabile per la efficace attuazione del Modello 231, ed in questo senso nel Progetto diamo le necessarie indicazioni, fornendo anche, se richiesta, la partecipazione dei nostri professionisti. 

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